Capire dove hanno girato Il Ciclone aiuta a leggere il film con un altro sguardo e, soprattutto, a costruire un giro davvero sensato tra Valdarno e Casentino. Le location non sono tutte uguali: alcune sono set riconoscibilissimi, altre sono borghi vivi che oggi si visitano meglio a piedi, con i tempi giusti. Qui trovi i luoghi delle riprese, cosa vedere a Laterina, Stia e Poppi e come organizzare una visita che abbia davvero senso.
I luoghi del film sono tra Laterina, Stia, Poppi e Firenze
- La casa della famiglia Quarini è nel territorio di Laterina, nella tenuta di Villa Monsoglio, e non è pensata come visita libera.
- Le scene più riconoscibili del paese sono a Stia, soprattutto in Piazza Tanucci.
- A Poppi compaiono Piazza Amerighi e via Cesare Battisti, ma il borgo vale anche per il castello e il centro storico.
- La parte finale si sposta a Firenze, con hotel, ristorante, piazze e stazione.
- Se vuoi vedere bene i luoghi, conviene un itinerario lento, non una corsa da una tappa all’altra.
Dove sono concentrate le scene più importanti
La geografia del film è chiara: il cuore rurale sta a Laterina, il paese “di tutti i giorni” sta a Stia, un’altra parte di vita quotidiana passa da Poppi e il finale si chiude a Firenze. Io la leggerei così: non stiamo parlando di una sola location iconica, ma di una piccola mappa toscana che racconta modi diversi di stare nello stesso territorio.
| Luogo | Nel film | Cosa vedere oggi | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Laterina | La casa della famiglia Quarini e l’area rurale del film | Torre Guinigi, centro storico, Propositura dei Santi Ippolito e Cassiano | La location principale è privata e non visitabile all’interno |
| Stia | Piazza Tanucci, bar, erboristeria, officina e pieve | Pieve di Santa Maria Assunta, Palagio Fiorentino, Museo dell’Arte della Lana | È la tappa più semplice da girare a piedi |
| Poppi | Farmacia di Selvaggia e fruttivendolo | Castello dei Conti Guidi, Piazza Amerighi, Abbazia di San Fedele | Perfetto per allungare il giro nel Casentino |
| Firenze | Hotel, cena, piazza e stazione nel finale | Centro storico, Santa Maria Novella, Piazza Santissima Annunziata | Ha senso solo se vuoi aggiungere una giornata in città |
Questa è la base giusta per non confondere il set con il territorio: il film non si esaurisce in un solo casolare, ma intreccia campagna, borgo e città. Ed è proprio da Laterina che conviene partire.
Laterina e il casolare della famiglia Quarini
Se c’è un luogo che tutti associano subito al film, è il casolare della famiglia Quarini. Si trova nell’area di Laterina, dentro la tenuta di Villa Monsoglio, ed è la location che dà al film quella sua atmosfera rurale così riconoscibile. Qui non cercherei l’effetto “set musealizzato”: il valore sta nel paesaggio, nella distanza dai centri abitati e nella sensazione di Toscana ancora agricola.
La location da vedere davvero
Il casale della Giuncaia è la tappa simbolica, ma va trattata con realismo: non è una visita interna. Se vuoi andarci, fallo come ricognizione esterna, con rispetto per la proprietà e senza aspettarti accessi aperti al pubblico. È il tipo di luogo che funziona meglio se lo inserisci in un percorso più ampio, non come destinazione unica.
Il borgo che completa il quadro
Il centro di Laterina merita attenzione anche senza il film. Qui vale la pena fermarsi alla Torre Guinigi, alla Propositura dei Santi Ippolito e Cassiano e ai resti delle mura, che restituiscono bene il carattere storico del paese. A me piace questo contrasto: il casolare sta fuori, nel paesaggio aperto, mentre il borgo ti riporta dentro una trama medievale molto più compatta.
Nel 2026 Laterina ha anche richiamato il film con iniziative dedicate ai 30 anni dall’uscita: un segnale utile, perché conferma che qui la memoria del set non è un dettaglio turistico, ma parte dell’identità locale. Da questo punto, il passaggio naturale è Stia, dove il film cambia ritmo e si avvicina alla vita di paese.
Stia e la piazza che riconosci al primo sguardo
Stia è la location più immediata da leggere sullo schermo: poche decine di metri, ma una densità di scene enorme. Piazza Tanucci è il centro di tutto, con i portici, il bar, l’erboristeria e l’officina che nel film diventano quasi personaggi secondari. È un posto che si visita bene senza fretta, perché la sua forza sta proprio nella compattezza.
La Piazza Tanucci del film
Qui il film si appoggia a elementi molto concreti: il bar dove passano i dialoghi più quotidiani, l’erboristeria di Carlina, l’officina di Pippo e la Pieve di Santa Maria Assunta. La piazza, da sola, racconta già una parte importante dell’immaginario del Ciclone: il piccolo centro toscano dove tutti si conoscono e tutto sembra succedere a vista.
Cosa vedere oltre le scene
Se ti fermi a Stia, non limitarti alla piazza. La Pieve di Santa Maria Assunta aggiunge profondità storica, il Palagio Fiorentino dà una dimensione più aristocratica e il Museo dell’Arte della Lana racconta un’identità locale concreta, legata al lavoro e alla tradizione. Io lo considero un borgo ideale per capire come il film abbia sfruttato un luogo reale senza trasformarlo in cartolina finta.
Stia, insomma, è il punto in cui il racconto smette di essere solo campagna e diventa vita di paese. Da qui ha senso allargarsi a Poppi, che nel film compare meno in modo spettacolare ma nella visita completa funziona molto bene.
Poppi e il Casentino che vale una deviazione
Poppi è la tappa che molti fanno quasi di passaggio, ma secondo me è una scelta intelligente se vuoi dare al giro un respiro più completo. Nel film compaiono la farmacia di Selvaggia in Piazza Amerighi e il fruttivendolo in via Cesare Battisti, ma il vero motivo per fermarsi qui va oltre la filmografia.
Il borgo da non trattare come una comparsa
Il Castello dei Conti Guidi domina il centro e basta già da solo a giustificare la sosta. A questo si aggiungono l’Oratorio della Madonna del Morbo in Piazza Amerighi e l’Abbazia di San Fedele, che danno al paese una stratificazione storica molto più ricca di quanto il film lasci intuire. Se ami i borghi toscani, qui il cinema è un invito, non il motivo unico della visita.
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Perché Poppi chiude bene il giro
Tra le tre tappe principali, Poppi è quella che sposta il viaggio dal semplice “vedere dove hanno girato una scena” al capire una valle intera. Il Casentino qui si sente davvero: è più ampio, più verde, più legato ai percorsi lenti. Per questo io lo terrei come terza tappa, non come alternativa a Stia o Laterina.
Se hai ancora tempo, puoi usare Poppi come base per un allargamento verso altre mete del Casentino, ma il film da solo ti basta già per farne una sosta piena e sensata. Il passo successivo è capire come costruire un itinerario pratico senza correre troppo.
Come trasformare le location in una visita che funziona davvero
Il rischio più comune è voler fare tutto in mezza giornata. Funziona male. Questi luoghi non sono distanti solo in chilometri: hanno ritmi diversi, strade secondarie, piazze da attraversare con calma e, nel caso di Laterina, una location privata che non ha senso forzare. Se devo essere netto, il modo migliore per vedere questi set è trattarli come un piccolo viaggio toscano, non come una caccia al dettaglio.
- Mezza giornata: Laterina e il suo centro storico, con una breve sosta esterna alla location rurale.
- Una giornata piena: Laterina al mattino, Stia nel primo pomeriggio e Poppi come chiusura.
- Due giorni: aggiungi Firenze come capitolo separato, così il finale del film smette di essere un’appendice e diventa una seconda traccia di viaggio.
- Periodo migliore: primavera e inizio autunno, quando i borghi si leggono meglio e la campagna intorno a Laterina rende di più.
- Regola pratica: le case e le tenute del film vanno osservate dall’esterno, senza aspettarsi ingressi turistici ovunque.
Se vuoi anche una lettura gastronomica del giro, io la farei semplice: fermati in una trattoria locale e lascia che siano i piatti del territorio a completare il racconto. È il modo più pulito per non trasformare la visita in un tour troppo “cinematografico” e poco toscano. In fondo, il bello di questi luoghi è proprio questo equilibrio tra memoria del film e vita quotidiana ancora visibile.
Un giro che unisce cinema, borghi e Toscana vera
Il motivo per cui questi posti restano interessanti non è solo nostalgia. Laterina, Stia e Poppi funzionano perché raccontano tre facce diverse della stessa regione: campagna, paese e borgo storico. Firenze chiude il cerchio con il suo lato urbano, ma il cuore del percorso resta in provincia di Arezzo, dove il film ha trovato il suo tono più credibile.
Se vuoi vedere bene le location, io farei una scelta netta: Laterina per il paesaggio e il casolare, Stia per le scene di paese, Poppi per il borgo e Firenze solo se vuoi aggiungere il finale del film. È un itinerario semplice, concreto e molto più soddisfacente di una lista di luoghi spuntati in fretta.